Negli ultimi anni, la provincia di Lecco ha assistito a una trasformazione profonda del proprio tessuto urbano e abitativo, spinta da un forte incremento dei flussi turistici.
I NUMERI
I numeri parlano chiaro: nel 2022, primo anno considerato “normale” dopo la pandemia, si sono registrate oltre 1.005.136 di presenze, salite a quasi 1,2 milioni nel 2023, con un incremento del +18,8% rispetto all’anno precedente.
Ancora più significativo è il confronto con il 2019, che mostra un aumento del +48,7%. E il trend positivo continua anche nel 2024: nei primi otto mesi dell’anno, le presenze sono già a quota 947.761, ovvero +55.500 rispetto allo stesso periodo del 2023, pari a un incremento del +6,22%
Questi numeri mostrano in modo evidente come la domanda turistica nella nostra provincia sia in costante crescita, creando nuove opportunità anche nel mercato degli affitti a breve e medio termine.
Questa crescita costante sta ridefinendo le priorità del mercato immobiliare locale, con un’espansione sensibile degli affitti brevi e a medio termine. Se da un lato questa tendenza offre nuove opportunità economiche per i proprietari e valorizza intere aree urbane, dall’altro pone questioni urgenti legate alla disponibilità di alloggi a lungo termine, in particolare per categorie più fragili o meno tutelate, come gli studenti universitari.
STUDENTI E DOMANDA ABITATIVA A LECCO
Secondo i dati del Politecnico di Milano – Polo di Lecco, gli studenti iscritti sono circa 1.900, di cui il 30% provenienti dall’estero, ai quali si aggiunge un numero non precisato di studenti fuori regione, anch’essi alla ricerca di sistemazioni in città.
Tuttavia, l’offerta attuale è insufficiente: il campus, chiamato Adolf Loos, dispone solo di un residence con circa 200 posti letto, coprendo una quota minima del fabbisogno.
Da questi dati emerge chiaramente una carenza di alloggi disponibili per la popolazione studentesca, un segmento di mercato in crescita e potenzialmente molto interessante per i proprietari di immobili.
AFFITTI BREVI: FLESSIBILITÀ, RENDIMENTO, REGOLAZIONI A LECCO
Parallelamente, il fenomeno degli affitti brevi – locazioni inferiori a 30 giorni e spesso destinate al turismo – continua a espandersi anche nel territorio Lecchese. Dati recenti mostrano che la tariffa media per questi alloggi ha raggiunto i 109 euro a notte, con un aumento medio annuo del +9%. Il tasso di occupazione è intorno al 59%, anch’esso in crescita.
Tuttavia, questo trend ha conseguenze evidenti: oltre a sottrarre al mercato residenziale immobili che potrebbero servire a studenti o famiglie, gli affitti brevi contribuiscono all’aumento dei canoni a lungo termine e rendono difficile trovare soluzioni accessibili. A Lecco, un proprietario su due che offre affitti brevi non è ancora in regola con il Codice Identificativo Nazionale (CIN).
EFFETTI SUL TESSUTO URBANO E SOCIALE
A Lecco, la crescente pressione abitativa legata al turismo e alla presenza universitaria sta modificando profondamente il tessuto urbano e sociale. Nei quartieri centrali, si registra una progressiva riduzione dei residenti permanenti: famiglie, studenti e lavoratori con redditi medio-bassi fanno sempre più fatica a sostenere i costi degli affitti, in aumento soprattutto nelle zone più attrattive. Questo fenomeno spinge molti verso le periferie o i comuni limitrofi, contribuendo allo svuotamento del centro e a una minore coesione sociale.
Parallelamente, si sviluppano forme di rigenerazione urbana: edifici abbandonati o sottoutilizzati vengono riconvertiti. Parliamo degli student housing, strutture pensate per accogliere studenti in modo stabile, con servizi inclusi e affitti calmierati.
I co-living, invece, sono soluzioni abitative condivise, che combinano stanze private e spazi comuni (cucina, lavanderia, aree studio), rivolte a giovani e lavoratori temporanei.
OPPORTUNITÀ E RISCHI PER PROPRIETARI E INQUILINI
Per i proprietari, il mercato offre buone prospettive: gli affitti brevi in zone turistiche rendono bene, e formule come student housing e co-living, se gestite professionalmente, garantiscono stabilità e bassi tassi di morosità. Tuttavia, per gli inquilini — soprattutto studenti e giovani lavoratori — la situazione si fa critica: l’offerta di affitti tradizionali si riduce, i requisiti per accedervi diventano più rigidi e cresce la precarietà abitativa, con contratti brevi e poco stabili. Inoltre, queste soluzioni restano comunque spesso inaccessibili alle fasce più deboli.
CONCLUSIONE
Lecco si trova quindi davanti a una sfida: coniugare sviluppo turistico, crescita universitaria e diritto alla casa. Per farlo, serve una strategia chiara: incentivi per gli affitti a lungo termine, promozione di soluzioni accessibili e un ruolo attivo delle istituzioni nella pianificazione urbana. Solo così la città potrà diventare davvero inclusiva, capace di accogliere non solo chi la visita, ma soprattutto chi la vive con amore ogni giorno.
Articolo a cura di Alexander Mitula – Consulente B studio immobiliare






















